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SIFU TED WONG

Sifu Ted Wong
05/11/1937 - 24/11/2010

"Ted Wong è probabilmente il solo uomo, oltre allo stesso Bruce Lee, qualificato a spiegare gli stadi più avanzati del Jeet Kune Do".
Tratto da: "The Straight Lead"
Teri Tom

"Io penso ancora che Bruce considerasse Ted Wong come il suo protetto prima della sua morte. Wong era in sua costante compagnia negli ultimi anni.
Oltre a lavorare con lui i mercoledì sera, Wong lo andava a trovare nei fine settimana.
Quando Bruce Lee ebbe bisogno di uno sparring-partner, selezionò Wong".

Tratto da: "Bruce Lee: The Incomparabile Fighter"
Mito Uyehara



Era sempre un piacere andare a cena con Sifu Ted dopo uno dei suoi stage. Cercava di dare la sua attenzione a tutti, proprio come faceva durante i seminari. Se di pomeriggio insegnava correggeva posizioni e raccontava aneddoti su Bruce Lee, la sera si divertiva a parlare ancora del suo maestro ma anche del suo amore per la pesca, della sua famiglia, degli amici e a mostrare trucchetti come quello di sollevare una bottiglia solo toccandola con il palmo.
Parlava con tutti, qualsiasi fosse il loro livello di inglese, e cercava di ascoltare e comprendere qualsiasi cosa gli venisse detta. Rideva sempre in modo gentile, dimostrando proprio la sua semplicità e umiltà, che dimostravano sempre il lato nobile del suo carattere e mai mancanza di spirito.
Era un maestro vero, che insegnava con l'esempio in palestra e nella vita. Aveva la capacità, come Bruce Lee, di dimostrare la teoria con l'azione.

Aveva appreso dal suo maestro anche la massima "Conoscere non basta, bisogna saper applicare", e capito che i risultati si ottengono solo con anni di lavoro fisico e mentale, studio e ricerca. Dimostrava che un maestro, in rapporto alla propria età, deve essere sempre in eccellenti condizioni fisiche e mentali e deve poter tradurre in azione ciò di cui parla. Mi ricordava sempre che con il passare degli anni bisogna allenarsi ancora di più per mantenersi ad uno standard elevato. Nel corso dei sui seminari amava simpaticamente ripetere:
“Il Jeet Kune Do vi darà la longevità. Non intendo dire che vivrete più a lungo. Ma che quando avrete la mia età sarete ancora in grado di muovervi insieme ad un giovane e non sfigurare”.
In altre occasioni spiegava cosa intendeva il suo maestro quando diceva che il Jeet Kune Do è per uno su diecimila… quello determinato a mettere lo stesso impegno per conseguire risultati paragonabili a quelli di Bruce Lee.
Se sei l’uno sui diecimila, stai sereno, migliorarai te stesso attraverso il Jeet Kune Do e costruirai qualcosa di buono. Magari riuscirai a trasmettere la tua passione ad un bel gruppo di studenti seri e contribuire, nel tuo piccolo, al futuro dell’arte di Bruce Lee.
Forse anche per questo durante i seminari si dedicava con attenzione a tutti i partecipanti, passando da uno all'altro in continuazione e correggendo finché non arrivava il cambiamento che cercava nell'allievo.

Aveva sempre qualcosa di nuovo da insegnare. Quello che voleva trasmettere non era il suo messaggio ma quello di Bruce Lee, la cui memoria non voleva si spegnesse. Sifu Ted era ben consapevole della propria competenza e abilità, acquisite in anni di lavoro, non di meno il richiamo a Bruce Lee era imprescindibile nel suo insegnamento. Riguardo la denominazione Ted Wong Jeet Kune Do egli aveva chiariva che con essa voleva specificare la sua autonomia nell’insegnamento dell’arte, ribadendo che l’arte era di Bruce Lee, non di Ted Wong.
Era molto cauto nello scegliere a chi trasmettere le sue conoscenze e nel pensare a chi lasciare un giorno la sua enorme responsabilità. Sapeva che in molti hanno parlato di Jeet Kune Do, travisando il messaggio di Bruce Lee. La sua missione era quella di far sopravvivere l'arte del suo maestro, e nel farlo era coerente, anche se non sempre le sue scelte erano comprese da tutti. La sua saggezza non era sempre espressa, ma ci influenzerà per sempre.
Il bene più prezioso che Ted Wong mi donava ogni volta era indurmi a ricordare a me stesso che la conoscenza e la capacità sono ciò che conta realmente e fa la differenza.

Davide Gardella

Il maestro Ted ci ha lasciati, che il mondo marziale si inchini davanti a questo esempio di vita!
Nella sua esperienza in Italia, si è dedicato a noi con la mente e col cuore e ci ha trasmesso tanta speranza, una speranza che dobbiamo a nostra volta comunicare ai nostri giovani, la speranza di un mondo migliore.
Abbiamo perso un grande uomo e un grande amico, ma noi del C.A.A.M. continueremo la sua opera insegnando il JKD in Italia con la stessa passione e dedizione che lui stesso ha saputo trasmetterci in questi anni trascorsi con noi.

Alessandra Tassi e Carmine Terzulli

Ted se n'è andato il 24 novembre scorso, aveva 73 anni.
L'ho conosciuto come un uomo discreto, asciutto, riservato e per certi versi ermetico.
Ogni volta che in questi anni l'ho osservato mentre in silenzio si scaldava o faceva stretching o addentava un boccone di pizza, ho pensato:
"chissà cosa diavolo sta pensando".
E ho sempre avuto la sensazione che fosse una persona che "ha trovato quel che cercava", qualsiasi fosse quello che cercava.
Per questo era piacevole chiacchierarci di tutt'altro, che non fosse il jkd: pizza, chimica, politica, arte, ambiente, preparazione atletica.

Nicola Cozzani

Ho conosciuto Sifu Ted Wong nei suoi stages a partire dal 2000 ed ho imparato non solo ad apprezzare le capacità tecniche di Sifu, ma anche quelle umane.
Persona squisita, umile come pochi, sempre disposto ad ascoltare, osservare, ed aiutare chiunque.
Durante gli stages era sua abitudine soffermarsi a darci consigli, a correggere gli errori.
Con grande pazienza rispondeva, al termine dello stage, alle tante domande (a volte anche con ironia) anche le piu strane...su Bruce Lee, suo amico e maestro, e cosi via.
Una volta ad una domanda, su quale sarebbe stato in futuro il Jeet Kune Do, disse una cosa che mi colpì molto: "il Jeet Kune Do è come una grande casa che dopo la morte di Bruce è crollata, noi tutti siamo i mattoni che servono insieme a ricostruirla".
Personalmente porterò con me sempre il ricordo di Sifu nel mio cuore, e ad ogni allenamento o stage lui sarà li presente, a correggere i nostri errori, a rispondere alle nostre domande, e ad aiutarci, come disse una volta, ad essere persone migliori grazie al Jeet Kune Do.
Ciao Ted, è stato un onore averti conosciuto.

Walter Bombardi

Ricordo la prima volta che vidi Ted Wong arrivare in palestra nel novembre del 1999 come se fosse oggi.
E' stato un momento fantastico.
E' stato un grandissimo uomo e sarà con me per sempre.
Ciao Ted Wong porteremo avanti quello che ci hai trasmesso con la stessa umiltà che hai dimostrato a tutti noi.

Paolo Cantamessa

Al maestro che ha preservato l'arte di Bruce Lee, sia nelle tecniche che nei valori fondanti del Jeet Kune Do, un profondo messaggio di gratitudine e rispetto, nell'augurio che la sua figura schietta e onesta sia sempre uno stimolo di crescita e miglioramento interiore per tutti i praticanti di questa nobile arte.
Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e allenarsi con lui sa di cosa stiamo parlando...un grande saluto al nostro Sifu Ted Wong.

Stefano Caforio

Sifu Ted Wong era una persona straordinaria.
Era la persona più umile, sincera e semplice che abbia mai conosciuto. Un vero maestro delle arti marziali che non si limitava ad insegnare durante i suoi seminari, ma anche con l'esempio nella quotidianità.
Dopo un suo stage o una chiacchierata con lui ci si sentiva davvero rigenerati dalla nobiltà del suo carattere e dal modo che aveva di relazionarsi con gli altri.
Parlava con tutti senza pregiudizi, ed era sempre pronto ad ascoltare gli altri, qualsiasi cosa gli venisse chiesto.
L'ho conosciuto in questi ultimi quattro anni ed ogni volta che lo rivedevo in azione mostrava sempre un notevole miglioramento.
Aveva sempre qualcosa di nuovo da insegnare.
Voleva far aprire gli occhi ai suoi studenti cercando di far comprendere che l'efficienza non la si può cercare con la continua assimilazione di nuove tecniche, bensì dedicando anima e corpo a quelle poche tecniche che costituiscono l'arsenale del JKD.
Spesso diceva
"il vero perfezionamento cerca la semplicità" e lui ne era l'esempio vivente, dato il suo stato di assoluta semplicità sia fisica sia mentale.
La sua missione era quella di mantenere viva la memoria del suo maestro preservando l'arte e la filosofia del Jeet Kune Do.
Era consapevole della confusione creatasi attorno l'arte di Bruce Lee, ma nel suo cuore teneva accesa la speranza che un giorno le cose potessero cambiare.
Ti ringrazio Sifu per il tempo che ci hai dedicato.
Continueremo a mantenere viva la fiamma che hai acceso in noi e a seguirti negli insegnamenti che ci hai lasciato, cercando di esserne degni.

Stefano Rozzanigo




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